Alessandro Zolo
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contrabbasso elettrico 5 corde Uzzanu/Zolo mod. 1.1
Questo
strumento nasce da un progetto ideale di contrabbasso elettrico che ho disegnato
alcuni anni fa preoccupandomi di tutte lo problematiche che un bassista
professionista si ritrova spesso ad affrontare (oltre a quelli di suonare bene,
come direbbero quei serpenti dei miei amici): da un lato quelli di trasporto
legati alle dimensioni e alla fragilità intrinseca dello strumento acustico,
dall'altro i problemi di amplificazione (e il monitoring ad alti volumi di
suono). Per onestà devo dire che non è stata totalmente secondaria l'idea di
poter comodamente suonare seduto senza dovermi preoccupare anche dello sgabello.
L'incontro con il giovane ma valoroso liutaio classico Ettore Uzzanu (conosciuto per la purtroppo quasi periodica riparazione delle fasce del mio contrabbasso acustico) mi ha convinto che era giunto il momento per realizzare il mio antico progetto: abbiamo deciso così di unire le nostre curiosità -e le nostre "scienze"- per provare a costruire insieme un contrabbasso elettrico che avesse un suono e un feeling da contrabbasso acustico e la praticità di utilizzo e trasporto di un basso elettrico.
La
presenza di una vera e propria cassa di risonanza (chiusa, per evitare qualsiasi
problema di acoustic feedback, e calcolata per modellare il suono in maniera più
simile possibile a uno strumento acustico amplificato) è la differenza
principale con la gran parte dei contrabbassi elettrici.
Considerando la vocazione "live" abbiamo preferito privilegiare la robustezza a scapito di un possibile ulteriore riduzione del peso, che è comunque contenuto entro 6,4 kg.
Tutto ciò che non è necessario per amplificare lo strumento nel migliore dei
modi è stato eliminato, mentre l’inclinazione e lo spessore del manico, oltre
alla lunghezza del diapason, sono identiche ad uno strumento classico, come la
sensazione che si ha nel suonarlo, grazie anche alle protesi laterali
(rapidamente smontabili per il trasporto), che simulano l’andamento dei bordi
che avrebbe uno strumento che rientra nei canoni classici.
Le misure e la
conformazione permettono comodamente di suonarlo seduti su una sedia. Comunque,
per essere utilizzato in piedi, lo strumento ha un lungo puntale in acciaio.
La paletta, “essenziale” è simile a quella di un basso elettrico: monta 5 meccaniche per le rispettive 5 corde, che nell’altra estremità sono fissate ad una cordiera in palissandro avvitato sopra il puntale nello zocchetto del fondo, a distanza tale da permettere la massima compatibilità con corde standard per contrabbasso.
Dopo averne provate
altre, attualmente suono sullo strumento le corde Obligato della Pirastro che,
oltre ad essere una delle mute da cinque corde più reperibili a un prezzo
ragionevole per la loro qualità, hanno un
timbro
molto caldo che contribuisce ad avvicinare ulteriormente il suono dello
strumento a quello acustico. L'unico intervento necessario è stato tagliare con
una tronchesina affilata un pezzo delle corde (ovviamente entro la coda
colorata) per poterle avvolgere sulle meccaniche da basso elettrico.
La cassa acustica a forma di trapezio irregolare con fondo e fasce in mogano e il piano armonico in acero.
La tastiera dello strumento è in ebano.
Il ponte, di tipo classico, è stato modificato con delle rotelle nei piedini per regolare l’altezza delle corde.
La vernice è ad acqua e la decorazione sul piano armonico è di mio fratello: Francesco Zolo (di cui sono un grande ammiratore).
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