NASODOBLE
La prima volta che ho sentito suonare Peppino, Alessandro e Gianfranco (i primigenii Nasodoble) alla festa di laurea di Valentina sono rimasto affascinato ancora più che da ciò che suonavano da come suonavano...
Mi ero divertito come un matto, nonostante l'umidità, a vedere quanto si divertivano quei tre ragazzotti a suonare, e i loro pezzi erano molto, molto interessanti.
In quell'occasione ho scoperto che stavano per registrare un loro lavoro. Necessitavo di suonarci un pezzo! Fu Malvagia.
Purtroppo quel disco (per prodursi il quale si erano svenati sacrificando, tra l'altro, i proventi delle loro numerose serate in locale, dalle quali mangiavano) non venne mai pubblicato.
Comunque durante quella registrazione (era l'inizio del 2003) ho scoperto quanto fossero determinati nel portare avanti il loro lavoro e abbiamo deciso di suonare assieme; allora il mio rapporto con loro era da turnista occasionale: avevo già deciso di migliorare la qualità della mia vita (e della mia musica) suonando solo se mi diverto moltissimo o almeno se pagato dignitosamente, il che esclude i locali (quasi sempre per il primo motivo, e sempre per l'aspetto economico).
Venne fuori solo una data che, nonostante un epilogo bislacco, mi confermò il valore dei miei nuovi compagni di strada.
Nel novembre del 2003 i Nasodoble hanno preso il loro assetto definitivo, con l'ingresso di Carletto Sezzi (uno dei batteristi con cui mi diverto di più a suonare, e che fa cose sempre più belle), Simone Sassu (pianista versatilissimo, curioso ed elegante, dotato di grandi capacità di immedesimazione) e Andrea Fanciulli (di grande discrezione sia come persona che come musicista: uno dei rari -e preziosi- chitarristi autenticamente "operai"), che si aggiungevano ai superstiti Alessandro Carta (oltre che un frontman fuori dal comune, anche il geniale autore di quasi tutte le nostre canzoni) e Peppino Anfossi (più che violinista: artista a tutto tondo, e coscienza placida del gruppo).
Da allora abbiamo lavorato per creare quello che secondo me è uno dei più intriganti concerti in circolazione: le canzoni diventano quasi un film, un viaggio multisensuale capace di evocare colori, sapori, odori, paesaggi, e contemporaneamente di far divertire chi partecipa da spettatore alle nostre feste (almeno) quasi quanto ci divertiamo noi.
Alla fine mi sono ritrovato talmente coinvolto che, nel momento in cui abbiamo deciso di produrre un disco che testimoniasse questo nostro lavoro ho deciso di abdicare dallo status di bagassa per entrare a far parte a pieno (dividendo tutte le cose belle, oltre alle fatiche) di questa serena fratellanza libera, nella quale ogni scelta viene condivisa confrontandosi oltre che con rispetto, con affetto..
Grazie nasi,. e merda! Z
scarica PONENTE P (intero) (prossimamente un altro brano intero del disco Bestiario)
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